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No, non sono l’ennesima scrittrice che analizza l’origine delle parole, il loro significato profondo,
chi ne parlava, dove e quando, o che ti suggerisce di leggere un libro piuttosto che un altro.
Sono qui, piuttosto, per portarti un po’ della mia esperienza e offrirti un punto di vista diverso:
Fermati.
Sì, proprio così: fermati, respira e prova a guardare cos’è il Karma.
Senti davvero di poterlo comprendere?
Ragionaci un attimo.
Se volessi capire come funziona l’elettricità e non fossi un elettricista, quante ricerche dovresti fare?
Quante prove dovresti sperimentare prima di non far esplodere una lampadina?
Oppure puoi fare qualcosa di molto più semplice: osservare la luce.
Puoi chiederti se è fredda o calda, ragionare sulla sua funzione, capire quando è utile e quando non
lo è.
Ad esempio: se volessi ammirare il cielo al centro di una città, oltre alla luna e a poche stelle
luminose riusciresti a vedere ben poco.
Se invece salissi sul Gran Sasso, dove c’è solo la luce naturale, potresti addirittura vedere la Via
Lattea.
Ecco, facciamo lo stesso con il Karma.
Osserviamo.
Mettiamo per un momento da parte i libri e, prima di cercare di capire quale sia il nostro karma,
guardiamo la nostra vita.
Chi siamo.
Dove siamo nati.
Chi sono le persone che abbiamo accanto.
Guardiamo il nostro tema natale, o utilizziamo altri strumenti che possono aiutarci, osserviamo cosa
ci appassiona e cosa ci fa arrabbiare.
Partiamo da quella porzione di mondo che conosciamo.
Osserviamo cosa ci piace esattamente così com’è — ma deve piacerci davvero, non perché è la
nostra gabbia dorata — e guardiamo cosa invece vorremmo fosse diverso.
A un certo punto succede qualcosa.
Un trigger.
Noterai che nella tua storia — e non solo nella tua, ma anche in quella della tua famiglia, del tuo
lavoro, del tuo gruppo di amici o in qualsiasi contesto tu viva — un tema tende a ripetersi.
Guardate ad esempio il mio: la comunicazione.
Tornava continuamente.
Mi sentivo ferita proprio lì: nel non sentirmi compresa, nel non sentirmi accettata, nella difficoltà di
esprimermi.
Così, a un certo punto, ho deciso di fare qualcosa di diverso.
Ho iniziato a compiere azioni che potessero ribaltare quella sensazione, anche a costo di sentirmi
giudicata.
Forse non è karma, forse è educazione ricevuta.
Oppure lo è nel suo insieme per portarmi a comprendere qualcosa.
In fondo poco importa.
Quello che importa è che mi sono mossa per trasformare quella ferita.
Così ho iniziato ad esprimermi con la voce.
Con il canto.
Ed è stato lì che ho iniziato a intravedere qualcosa di diverso.
Perché mentre il Karma mi mostrava la ferita nella comunicazione, il Dharma iniziava a
mostrarmi la direzione per trasformarla.
E come un sipario che si apre sul mondo ho iniziato a comprendere molto meglio l’assetto che
avevo intorno.
Ora certo ho altri aspetti da osservare.
È un lavoro continuo e incessante.
Soprattutto perché, quando parliamo di questi temi, dovremmo tener presente anche delle vite
passate, dell’albero genealogico e di molto altro.
Ma intanto, se posso suggerirti qualcosa con cuore aperto, inizia osservando il tuo micro-mondo.
Perché quella è la porta d’accesso al tuo universo interiore.
L’avevi mai vista sotto questo punto di vista?
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